CENTRO DI PSICOTERAPIA COGNITIVA INTEGRATA

Traumi e disturbi di personalità

Un disturbo di personalità viene definito dal DSM 5 (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) come “un pattern costante di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo”, questo pattern ha le caratteristiche che seguono.

Si manifesta principalmente in quattro aree:

  1. nel modo di percepire e interpretare se stessi , gli altri e gli avvenimenti; nell’area dell’affettività intesa come intensità, varietà e adeguatezza della risposta affettiva; nell’area delle relazioni interpersonali e nel controllo degli impulsi;
  2. E’ pervasivo e inflessibile in un’ampia varietà di situazioni personali e sociali;
  3. Esordisce nell’adolescenza o nella prima età adulta, per poi mantenersi stabile nel tempo e di lunga durata;
  4. Determina disagio significativo o compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

Disturbo paranoide di personalità

La caratteristica essenziale di questo disturbo è la diffidenza e la sospettosità pervasive nei confronti degli altri, tanto che le intenzioni e le azioni altrui sono interpretate come malevole, umilianti e minacciose.

Gli individui con questo disturbo credono che le altre persone li sfruttino, li danneggino o li ingannino, che gli altri complottino contro di loro, dubitano spesso dell’affidabilità e della lealtà di amici e colleghi.

Sono riluttanti a confidarsi ed a entrare in intimità con gli altri, prediligendo uno stile di vita solitario.

Portano costantemente rancore e non riescono a dimenticare insulti o offese che credono di aver subito.

Possono inoltre essere gelosi in modo patologico, spesso sospettano senza una giustificazione adeguata che il coniuge o il partner gli sia infedele.

Sfiducia e sospettosità portano le persone che soffrono di questo disturbo ad avere un atteggiamento estremamente vigilante, ad agire in modo cauto e guardingo, ad apparire “fredde” e prive di sentimenti; questi soggetti sono, inoltre, eccessivamente permalosi, polemici, ostinati e sempre pronti a contrattaccare quando credono di essere criticati o maltrattati.

La reazione emotiva e, quindi, il conseguente comportamento variano: quando la convinzione è di essere, ingiustamente, vittime di un mondo ostile e umiliante prevarranno rabbia, risentimento o irritazione e la tendenza sarà quella di reagire attaccando e aggredendo;quando, invece, la sensazione che si vive è quella dolorosa di essere escluso, in quanto non voluto, di essere emarginato dal gruppo, prevarranno ansia, tristezza, senso di solitudine e astenia,con la conseguente tendenza ad isolarsi, a ritirarsi dal mondo.

Disturbo schizoide di personalità

Le caratteristiche essenziali di questo disturbo sono un pattern pervasivo di distacco dalle relazioni sociali e una gamma ristretta di espressioni emotive in contesti interpersonali.

Individui che soffrono di questo disturbo sembrano non desiderare l’intimità, appaiono indifferenti alle opportunità di stabilire relazioni affettive e sembrano non trarre molta soddisfazione dal far parte di una famiglia o di un gruppo.

Preferiscono passare il tempo soli, appaiono socialmente isolati, non hanno amici stretti o confidenti.

Sembrano inoltre indifferenti all’approvazione o alle critiche altrui, raramente affermano di provare emozioni forti come rabbia o gioia.

Le persone che presentano questo tipo di disturbo provano un senso di lontananza, di distacco e freddezza nei confronti degli altri e una mancanza di interesse verso un legame profondo con persone reali.

Non mostrano e non provano forti emozioni né positive né negative, spesso appaiono e si sentono indifferenti e privi di desideri (anaffettivi), forse per un’incapacità a riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri.

La mancanza di desiderio e piacere ad avere relazioni con altre persone li porta ad isolarsi o comunque ad avere relazioni formali e/o superficiali, senza che questo causi loro particolare sofferenza.

Disturbo schizotipico di personalità

Questo disturbo è caratterizzato principalmente da isolamento sociale, comportamento insolito, bizzarro ed eccentrico.

Sono presenti anche alcune “stranezze di pensiero” quali: sospettosità e ideazione paranoide; idee di riferimento, cioè interpretare come collegati tra loro eventi che in realtà non lo sono; credenze bizzarre, superstizioni o pensiero magico, ad esempio sentire di avere poteri speciali come prevedere gli eventi o leggere i pensieri degli altri; esperienze percettive insolite, ad esempio sentire la presenza di un’altra persona.

Provano un forte disagio nell’entrare in relazione con le altre persone, sono molto ansiosi nelle relazioni sociali e la loro ansia non diminuisce facilmente, neppure acquistando maggiore familiarità col contesto.

Disturbo antisociale di personalità

E’ un pattern diffuso di inosservanza e violazione dei diritti degli altri, che inizia nell’infanzia o nella prima adolescenza e continua poi nell’età adulta.

La disonestà e la manipolazione sono caratteristiche centrali.

Individui con disturbo antisociale non riescono a conformarsi alle norme per quanto riguarda il comportamento legale, come indicato dal ripetersi di atti passibili di arresto; non rispettano i desideri, i diritti o i sentimenti degli atri; le decisioni vengono spesso prese sotto l’impulso del momento, senza riflettere e senza considerarne le conseguenze; sono irritabili e aggressivi.

Tendono inoltre spesso ad essere gravemente irresponsabili e mostrano uno scarso rimorso per le conseguenze delle proprie azioni.

Disturbo borderline di personalità

Tra i disturbi di personalità, il disturbo borderline è quello che giunge più comunemente all’osservazione clinica.

Tra le caratteristiche principali figura l’instabilità emotiva, che si manifesta con marcati e repentini cambiamenti dell’umore; questi episodi possono riflettere l’estrema reattività dell’individuo a stress interpersonali.

Queste “tempeste emotive” si scatenano soprattutto in risposta ad eventi relazionali spiacevoli, come, ad esempio, un rifiuto, una critica o una semplice disattenzione da parte degli altri.

La reazione emotiva di chi ha questo disturbo è molto più immediata, marcata e duratura rispetto a quella delle altre persone (vulnerabilità emotiva), per cui gestire le proprie emozioni diventa più difficile (disregolazione emotiva).

Nel tentativo di controllare i propri picchi emotivi, le persone con disturbo borderline di personalità ricorrono all’azione impulsivamente, agiscono senza riflettere.

L’impulsività si può esprimere con esplosioni di rabbia, litigi violenti fino alla rissa, abuso di sostanze, abbuffate di cibo, gioco d’azzardo, promiscuità sessuale, spese sconsiderate.

Possono anche manifestarsi, a volte anche in modo ricorrente, atti autolesivi (es. procurarsi dei tagli sul corpo con delle lamette o delle bruciature con dei mozziconi di sigaretta, ingerire dosi eccessive di psicofarmaci) o tentativi di suicidio.

Altre caratteristiche sono gli sforzi disperati per evitare un reale o immaginario abbandono, la percezione del rifiuto o della separazione imminenti possono portare ad alterazioni profonde dell’immagine di sé, dell’umore e del comportamento; cambiamenti repentini e drammatici nella visione degli altri che si manifestano con il rapido passaggio dall’idealizzazione alla svalutazione delle altre persone; possono infine essere afflitti da sentimenti cronici di vuoto.

Disturbo istrionico di personalità

Le caratteristiche essenziali sono un’emotività eccessiva e un comportamento di ricerca di attenzione.

Gli individui con disturbo istrionico si sentono a disagio e non apprezzati in situazioni nelle quali non sono al centro dell’attenzione, spesso sono teatrali e seduttivi dal punto di vista sessuale, utilizzano costantemente l’aspetto fisico per attrarre l’attenzione su di se, presentano un’espressione esagerata delle proprie emozioni per quanto tali emozioni sembrano accendersi e spegnersi troppo rapidamente per poter essere vissute in modo profondo.

Hanno un elevato grado di suggestionabilità, nel senso che le loro opinioni vengono facilmente influenzate da altri oda facili entusiasmi.

Disturbo narcisistico di personalità

Gli individui con questo disturbo hanno un grandioso senso di importanza, sovrastimano le proprie capacità ed esagerano i propri talenti spesso apparendo presuntuosi; sono spesso attratti fortemente da fantasie di successo, potere, fascino e amore ideale.

Sentendosi speciali e unici si aspettano di essere riconosciuti dagli altri come tali, richiedendo eccessiva ammirazione o trattamenti di favore.

Il loro comportamento può sfociare nella mancanza di sensibilità per i desideri e le necessità altrui, nello sfruttamento degli altri e in una scarsa capacità di empatia e riconoscimento dei sentimenti degli altri.

Disturbo evitante di personalità

Le caratteristiche essenziali sono inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza e ipersensibilità al giudizio negativo.

Temono di poter essere criticati, disapprovati o rifiutati, evitano le interazioni sociali a meno che non siano certi di piacere o di essere accettati senza critiche.

Per evitare queste esperienze dolorose e la sensazione di sentirsi escluso dagli altri, la persona con disturbo evitante di personalità tende ad avere una vita ritirata; il ritiro sociale, nonostante conduca ad una esistenza priva di stimoli, triste, con un visibile senso di vuoto e, a volte, quasi senza senso, evita alla persona di esporsi e di vivere il malessere dell’inferiorità e del senso di inadeguatezza.

Individui che soffrono di tale disturbo preferiscono pertanto tenersi fuori dalle relazioni, ad eccezione di quelle abituali e rassicuranti (es. con i familiari più stretti), pur desiderando di avere delle relazioni sociali.

Queste persone, infatti, sentono come gli altri il bisogno di una vita di relazione soddisfacente, che rimane, però, inespresso; questo comporta un estremo malessere che può essere sperimentato come senso di vuoto o come un doloroso senso di esclusione.

Disturbo dipendente di personalità

E’ caratterizzato da una necessità eccessiva di essere accuditi, la quale determina un comportamento sottomesso, dipendente e timore della separazione; il comportamento è finalizzato ad ottenere protezione e nasce da una percezione di sé come incapace di funzionare adeguatamente senza l’aiuto degli altri.

Gli individui con disturbo dipendete hanno una grande difficoltà a prendere le decisioni quotidiane senza un’eccessiva quantità di consigli o rassicurazioni da parte degli altri, tendono ad essere passivi e a delegare le decisioni e le responsabilità ad altri, hanno grande difficoltà ad esprimere il proprio disaccordo per timore di perdere il supporto e l’approvazione degli altri.

Possono giungere a qualsiasi cosa pur di ottenere accudimento e supporto, ciò può indurre la persona ad avere dei comportamenti, anche compulsivi, volti ad evitare l’abbandono.

Ad esempio questi soggetti, di solito, sono particolarmente abili nel comprendere la volontà e i piaceri dell’altro, pertanto cercano di far stare bene il proprio partner anticipandone i desideri; pensano che questo comportamento li renderà indispensabili all’altra persona e li salvaguarderà da possibili allontanamenti.

Quando si sentono soli, o quando non hanno una relazione stabile e significativa, invece, lo stato mentale prevalente è uno stato di vuoto; tale stato è spesso accompagnato da un umore depresso e da profonda tristezza.

Questi individui, in realtà, hanno dei desideri propri che, però, difficilmente riescono a riconoscere e, quindi, a perseguire; in alcuni casi, tuttavia, possono essere consapevoli di avere uno scopo diverso da quello di un’altra persona o una loro preferenza (es. sanno di preferire un film ad un altro o di voler uscire piuttosto che rimanere in casa a vedere la partita), ma presentano grosse difficoltà nel mettere in atto dei comportamenti finalizzati al raggiungimento dei loro desideri, se non sono sostenuti dall’approvazione del partner o delle figure di riferimento (es. genitori, colleghi di lavoro, amici con caratteristiche da leader).

Le relazioni sono, dunque, il faro che guida le scelte personali.

Ciò nonostante, quando le aspettative dell’altro non sono compatibili con le proprie, essi avvertono un senso di obbligo a conformarsi ai desideri dell’altro, al quale si ribellano emotivamente con sensazioni di costrizione e di rabbia.

La rabbia e il disappunto verso l’altro, a volte, inducono una sensazione che la relazione vacilli.

Quest’idea di solito è insostenibile, perché le persone con disturbo dipendente di personalità la interpretano come un precursore dell’abbandono.

Questo le porta a ristabilire velocemente la vicinanza, cercando di assimilare e assecondare i desideri del proprio partner.

Disturbo di personalità ossessivo compulsivo

La caratteristica essenziale è la preoccupazione per l’ordine, il perfezionismo e il controllo, il tutto a spese di flessibilità, apertura ed efficienza.

Gli individui con questo disturbo cercano di mantenere la sensazione di controllo attraverso una minuziosa attenzione per le regole, i dettagli futili, le procedure, le liste, perdendo di vista lo scopo principale dell’attività.

Possono impegnarsi così tanto nel definire ogni dettaglio di un progetto da non riuscire mai ad ultimarlo; mostrano una dedizione eccessiva al lavoro e alla produttività arrivando a rinunciare alle amicizie e agli svaghi.

Pazienti che soffrono di un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità, presentano comportamenti coerenti con le seguenti caratteristiche: ferma applicazione delle regole e dei principi in cui credono, adesione alle convenzioni sociali, scrupolosità e coscienziosità in materia di moralità e di etica, rigida organizzazione della vita quotidiana, dedizione eccessiva al lavoro, occupano gran parte del tempo in attività produttive, al punto da escludere i momenti di svago e le amicizie, perfezionismo, il quale interferisce con la capacità di prendere decisioni e di portare a termine le attività programmate, elaborazione di schemi, liste, programmi e gerarchie relativi allo svolgimento di un compito, accumulo di oggetti consumati o di nessun valore, avarizia e mancanza di generosità, in quanto considerano il denaro come qualcosa da accumulare in vista di catastrofi future, comportamenti interpersonali formali, educati e corretti, comportamento giudicante, critico, controllante e punitivo nei confronti di coloro con cui entrano in relazione; comportamento compiacente e fintamente ossequioso nei confronti di figure che percepiscono come autorevoli, riluttanza a delegare lo svolgimento dei compiti e scarsa collaborazione nei gruppi di lavoro e, infine, insistenza nel pretendere che i subordinati aderiscano ai ruoli ed ai metodi che essi stabiliscono.

Dal punto di vista emotivo, invece, presentano una notevole difficoltà ad esprimere i propri stati d’animo ed a manifestare emozioni di calore e di premura verso gli altri; nello stesso tempo, essi mostrano una fondamentale tendenza a trattenere i propri sentimenti aggressivi, nonché qualunque indicazione sui propri interessi personali, dedicando tutti i loro sforzi per andare incontro ai desideri altrui.

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